L'ingrediente caratteristico di questo stile è l'avena che conferisce alla birra una sensazione di vellutatezza e di pienezza al palato; inoltre il contenuto di proteine di questo cereale aiuta a rendere la schiuma cremosa e compatta. Dal BJCP si apprende che questa birra è nata agli inizi del '900 come ricostituente per le persone malate o deboli grazie alla presenza dell'avena tanto che, dopo un periodo di quasi scomparsa, è tornata in auge grazie al marketing che la eleggeva come birra "salutare".
Anche per questa cotta ho deciso di lavorare in isobarico per poter spedire al concorso un prodotto più pulito, meno ossidato e soprattutto regolando la carbonazione in modo da creare quel bel cappello di schiuma che ti riempie il cuore già alla vista.
Ecco un breve reportage fotografico del giorno della cotta in cui, assieme a mio zio presente fisicamente e agli altri 163 birrai da tutto il mondo telematicamente, abbiamo creato la nostra birra: dalla macinatura allo sparge, passando dallo smaltimento delle trebbie come cibo apprezzatissimo dalle galline in giardino.Con mia sorpresa ho anche visto che era previsto un premio ulteriore per il miglior packaging/etichetta e per questo è tornata utilissima la vena artistica dello zio che ha dipinto a mano le etichette utilizzando la birra stessa come inchiostro: l'immagine rappresenta un riccio di mare, tipico echinoderma dei nostri mari, dal colore scuro ma dal gusto vellutato; il suo nome, in tedesco, è anche il nome dato alla birra: Seeigle.






